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Dott. Antonio Ferrante

Studio di Terapia Miofunzionale e Posturologia

Il Bruxismo

Del bruxismo noi addetti ai lavori abbiamo avuto sempre una idea confusa e sbagliata. Stringi i denti perchè sei stressato; stringi i denti perchè sei nervoso; stringi i denti perchè hai una malocclusione e il tuo cervello vuole" piallare i precontatti".

Sono affermazioni solo in parte vere, ma che fino a qualche anno fa non riuscivamo a spiegare. Solo con l'aumento delle conoscenze in neurofisiologia e lo studio del Sonno e della Memoria si è venuta pian piano a dipanare questa matassa aggrovigliata di impressioni, sensazioni e vere e proprie stupidaggini.

Chiariamo innanzi tutto dei concetti che valgono per tutto l'organismo: l'uomo è una macchina biologica e, come tutte le macchine, prevede il consumo di energia. Esistono due principi fondamentali : 1) facciamo quello che ci fa consumare meno energia, anche se sbagliato. 2) Il nostro Sistema Nervoso mette al primo posto il risparmio energetico, ma soprattutto mette al primissimo posto la salute di se stesso, imperativo principale "salvare il SNC". Questo è logico perchè ogni nostra attività è controllata e dominata dal sistema nervoso.

Dovremmo allora porci immediatamente la domanda: "perchè il SNC ci fa bruxare se questo porta ad un consumo energetico importante?"

La risposta, alla luce di quanto affermato, è semplice ed intuitiva: Mi adatto a consumare energia perchè attraverso questo consumo mantengo integro il SNC.

Tutto questo ci porta a considerare quindi il Bruxismo in un modo nuovo e finalmente razionale.

Dobbiamo partire dalla funzione deglutitoria e dalla postura linguale conseguente. La lingua dovrebbe stimolare i recettori trigeminali posizionati nel palato ad ogni atto deglutitorio, cioè almeno 1200 volte nelle 24 ore. Questa stimolazione, attraverso un percorso neurologico lungo il trigemino, porta il Cervello a produrre innumerevoli neuromediatori. Tra questi la Serotonina, responsabile del tono muscolare, dell'ingresso nel sonno, della attenzione, della concentrazione e della memoria. Ma la stimolazione trigeminale del Locus Coeruleus fa produrre un altro mediatore neurologico di estrema importanza, la Acetilcolina, indispensabile per l'ingresso nella fase del sonno profondo a Rapidi Movimenti Oculari (sonno REM).

E' proprio durante il sonno REM che il soggetto addormentato memorizza, organizza le singole memorie, le trasferisce negli "scaffali della memoria" della corteccia prefrontale.

Se il paziente presenta una alterazione della deglutizione avrà estrema difficoltà ad arrivare al sonno rem che è l'ultimo stadio del sonno, lo stadio nel quale vi è un rilasciamento generale della muscolatura corporea eccetto quella stomatognatica.

Questo significa che si alzerà stanco, pieno di dolori, e lamenterà che il sonno non è ristoratore. Il problema maggiore è dato dal fatto che, se non entriamo almeno tre volte a notte nel sonno paradossale, non riusciamo a depurare i nostri centri della memoria RAM ( il Sistema Limbico) delle esperienze occorse durante il giorno e rischiamo di andare incontro a problemi gravi, fino alla psicosi.

Ma il nostro organismo è meraviglioso ed ha enormi capacità di riparazione e sostituzione. Se non riesco ad attivare la produzione di neuro mediatori attraverso i recettori palatini sono indotto a stimolare i recettori trigeminali del parodonto (cioè i recettori posti intorno al dente). Purtroppo non è la stessa cosa. La stimolazione palatina dà rilasciamento muscolare, Stringere i denti porta invece a contrazioni continue, per tutta la notte per cui si creano ipertono dei muscoli occlusali e danni da compressione nelle cavità articolari temporo-mandibolari.

Inoltre i recettori palatini sono a "lenta conduzione", basta cioè una stimolazione intermittente per mantenere il risultato; i recettori parodontali sono, insieme ai fusi masseterini, gli informatori più rapidi del sistema nervoso. Il loro scopo è infatti di adattare la forza esercitata durante la masticazione alla distanza dei denti delle due arcate e alla consistenza del cibo che viene masticato. Per ottenere un minimo di produzione di neuromediatori siamo costretti a stringere i denti o ad arrotarli tutta la notte.

Su queste basi potremo veder ora il bruxismo in un modo nuovo. CI renderemo soprattutto conto che se di notte bruxo per stimolare la formazione di acetilcolina, di giorno lo faccio egualmente, per favorire la produzione di serotonina, indispensabile per mantenere viva l'attenzione. E' il motivo per il quale lo studente disfunzionale, se ascolta una lezione molto interessante, della quale non vuole perdere neppure una parola, torna a casa con la cefalea ( ha stretto i denti tutto il tempo) e per il quale il bambino che inizia l'asilo o la scuola, comincia a bruxare tutta la notte. (non è stressato dalla scuola, ma avrà da imparare i nomi dei compagni, la canzoncina, etc).

Dobbiamo però dire che il trigemino è implicato anche nel controllo dello stress; più siamo disfunzionali, meno controllo dello stress abbiamo e allora stringendo i denti potremmo controllare di più lo stress attraverso un aumento della attività del Locus Coeruleus, che ha il controllo assoluto del sistema limbico e quindi dei tutte le emozioni.